This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

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Rossa Routine
















ferro, filo di cotone
200x80x50cm
maggio 2010





Costantino

ferro, filo di cotone
h 195cm
diametro 20cm
marzo 2010

THE WALL: 27 MAGGIO MILANO










from artika with love


siamo giunti alla 4a edizione del festival Artika 2010 di Recanati
quest'anno l'esposizione d'arte(gia' visitata da alcuni studenti che ho visto ed intravisto) si svolge presso il complesso museale di Villa Colloredo Mels in quel di Recanati. Gli eventi musica e spettacoli si svolgeranno fino al 9 giugno e la mostra rimarra' aperta fino al 9 giugno...giustamente...
aperta tutti i giorni dalle boh..alle 19:00 ovviamente siete tutti obbligati a venire!
Tutto questo ben d'iddio...senza l'aiuto della facoltosa Accademia delle belle arti...un bell'applauso!!!!!
grazie...alla prossima.

progettazione in corso





The Wall a cura di Matteo Bergamini Liberamente ispirato al “Muro” di Alighiero Boetti (e inconsciamente dai Pink Floyd) di Cristian Pedrazzini

Una mostra lampo, un flash della durata di qualche ora.
Un nuovo luogo a Milano, un laboratorio che la neonata Associazione Culturale FAC, acronimo che sta per Fronte Arte Contemporanea, ha trasformato in una stanza per eventi, dove quello che accade è la volontà di situazioni e di ricerca, nell’indagine di un universo dell’arte che non rinnega le sue creazioni, i suoi sistemi e stilemi, ma che predilige mettersi in scena attraverso poetiche ad una temperatura “corporea”; nulla di freddo, nulla di insapore, nessuna assenza ma continui incontri e presenze che tracciano un percorso fluido.
The Wall è la prima miccia che non separa nessun medium nonostante le opere in mostra siano tutte bidimensionali, volutamente di dimensioni ridotte per ricreare una “quadreria” a cui partecipano quasi venti artisti: l’idea nasce dal “Muro” di Alighiero Boetti, installazione cangiante e mutevole che l’artista torinese portava avanti dal 1972, dalla casa affacciata sulla piazza romana di Santa Maria in Trastevere in poi. Il “Muro” era un insieme di disegni di amici, ex voto, pagine di calendario o comunque “icone elette”, come ricorda Annemarie Sauzeau, compagna dell’artista per diversi anni destinate, se non a svelare, quantomeno a essere portatrici di un pensiero sull’arte, sulla necessità di porsi di fronte a un “imago”.
Matteo Bergamini, curatore della mostra, ha raccolto diciannove caratteri assolutamente eterogenei per tracciare una linea comune che serpeggia tra materiali, metodi di realizzazione dell’opera, attività “manuali”, reperti di quotidiano sceneggiati e spostamenti, deviazioni, curiosità che raccontano un clima di un’ulteriore avanguardia possibile, in grado di mettere in luce quello che di più complesso può esistere: la semplicità di un racconto, la fragilità di un pensiero, la paura di uno stereotipo.
Sono diciannove corpi che nascondono il mistero di un gesto, come la capacità di raccogliere sguardi (Marco Paganini) o di rendere evanescente l’immagine umana (Carlo Gloria), radicale processo per una popolazione diffusamente fantasma.
Come si legge nel comunicato stampa, in questa FAC qualcuno gioca a fare il fantasma, si attraversano muri: perché creare generi quando tutto sembra corredato da una sterile giustificazione d’intenti che non mette in luce altro che la povertà delle scelte?
Sul muro vengono tirati in ballo i più svariati “cantoni” dell’esistenza, dalla religione-portatile (il Buddha-budino) di Sebastiano Mauri, incipit per riflettere sull’atto di devozione (anche al commercio di ninnoli) alle richieste d’amore (“Ti voglio bene se vuoi” di Franko B.) per arrivare all’indagine-immagine dei processi di persuasione (occulta, come scriveva Vance Packard nei lontani anni cinquanta) delle multinazionali dell’estetica e del vivere (Mariangela Bombardieri).
La volta celeste visibile su Milano la sera del 27 Maggio 2010, data della mostra, è pronta a bruciare e a dissolversi in un lampo attraverso l’istallazione di Arianna Vanini e i pensieri esplodono nella mente alla vista delle “Global Sister” di Ivana Spinelli, nude e velate (!).
Vi è ancora corpo in una grande cicatrice di cui non si conosce però la causa scatenante (Paola Consonni) e vi è un’identità ben marcata nell’ex-voto “Yo soy” di Claudio Francesco Maria Simonetti, dove il dente è l’impronta per la propria conoscenza identitaria come accade con i reperti di Davide Allieri, sedimenti rubati attraverso calchi ortodontici.
Vi è nell’arbitrarietà di questa esposizione uno sguardo obliquo che traccia impercettibili fili rossi tra animali-alieni urticanti (la medusa Berenice di Annalisa Riva) e immagini di insetti che paiono scientificamente catalogati in altri secoli eppure freschi di una storia leggera (Fabrizio Cotognini).
Vi sono i germi di immagini mutate dalla società dello spettacolo e reintrodotte in una dimensione dell’arte (Cesare Fullone) e la raffinatezza nel trasporre in immagine anzi, in mosaico, le parole evanescenti della narrazione mitica (Maria Cristina Carpi).
Il mistero dell’ ”Alluvione”, silenzioso graffio nel nero, di Marco Pezzotta si confonde con il “gesto gratuito” di Aldo Runfola: entrambe le opere pronte a indispettire, a lanciare un sasso per poi togliere la mano.
Enrica Borghi vicina al tema di un recupero oggettuale che tocca davvero l’ambiente quotidiano e Gianni Moretti che sfrangia interi tessuti come esorcismo alla paura delle parole. E di parole associate all’universo visivo “La luce” di Paola Mattioli: stesso nome sia per l’immagine che per la “sura” del Corano affacciate su un muro di Fez.
Le tensioni dell’esistenza, tra ritratti di immaginari e digressioni sulla realtà appese ad un unico muro per aprire un altro orizzonte o, come vuole l’associazione, un altro “fronte” dal quale creare un punto di vista e attraverso il quale mirare…per sparare?
Davide Allieri, Franko B., Mariangela Bombardieri, Enrica Borghi, Maria Cristina Carpi, Paola Consonni, Fabrizio Cotognini, Cesare Fullone, Carlo Gloria, Paola Mattioli,
Sebastiano Mauri, Gianni Moretti, Marco Paganini, Marco Pezzotta, Annalisa Riva,
Aldo Runfola, Claudio Francesco Maria Simonetti, Ivana Spinelli, Arianna Vanini

GIOVEDI’ 27 MAGGIO 2010 dalle 19.00 alle 24.00
FAC Room, via Farsaglia 5 Milano

Boisset les Prévanches





10 LUGLIO ART DAY AL TERMINAL


cucito


LONDRA 2 MAGGIO 6 MAGGIO 2010-IMPORTANTE

prima tapa .
lunedi 3 MAGGIO , alla TATE BRITTAIN GALLERY - stazione della metro PILMICO .alle ore 10 am
franko telephone number 00 44 (0) 7809432812 se ci sono problemi. chiamatemi .