This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

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PLUS ART

Neon & Signmakers present Plus Art

60 + Artists

100 + Hours

Address: 1st Floor, Britannia House, 68-80 Hanbury Street,

London E1 5JL

Early viewing: Wednesday 13th October by appointment

Public opening times: Thursday 14th October – Sunday 17th

October 2010

When: 24 hours a day

Party: Friday 15th October – 6pm - midnight

Plus Art

To coincide with the Frieze art fair in Regent’s Park, the third incarnation

of Plus Art will be held in a 5000 square foot warehouse just off Brick Lane

and – fittingly - underneath Atlantis, the biggest art materials suppliers in

Europe.

Curated and produced by neonist Kerry Ryan and artist Declan McMullan,

the temporary gallery will exhibit original works by Tracey Emin, Gavin

Turk, Douglas Gordon, Mat Collishaw, Polly Morgan, Sarah Lucas, Franko

B, Joseph Kosuth, Anselm Keifer, Melville Mitchell, Damien Hirst and

many more.

Maintaining Plus Art’s open-all-hours principle of the previous two years,

the gallery’s doors will not be shut throughout the day and night. That

means one hundred hours of painting, sculpture, video and installation

made by more than sixty artists.

Social lubrication will be provided by live bands and a bar.

For more information and images, contact

Kerry Ryan

07930 111181

laurakj@btinternet.com

www.plusartprojects.com

To find us, copy and paste this link:

http://www.streetmap.co.uk/map.srf?x=534014&y=181889&z=110&sv=534014,181889&st=4&ar=y&

mapp=map.srf&searchp=ids.srf&dn=577&ax=534014&ay=181889&lm=0

Notes for Editors:

East End neonist Kerry Ryan has been working as a fabricator for

London’s contemporary art world for 25 years. His list of clients includes

Anselm Keifer, Franko B, Mustafa Hulusi, Mark Titchener and Mat

Collishaw. He has been Tracey Emin’s personal neon-maker for 16 years.

Kerry ran Neon Gallery in Spitalfields from 2000-2006 and opened a new

shop and gallery on Cambridge Heath Road in Bethnal Green.

Declan McMullan is an artist and independent curator based in London.

As an artist, Declan has exhibited widely across Europe and has also

curated numerous exhibitions in London. As a technician and fabricator,

Declan works closely with artists and has worked with the majority of

established museums and galleries in London.

Plus Art is the third in a series of collaborative events and exhibitions.

video

urgent..

ragazzi la mostra di scultura per la accoglienza .. ora sarra nelle grotte ed no al ex upim.. secondo me e' molto meglio cosi. per favore svuotate le grotte per solo i lavori in mostra . mettete 1 lavoro a testa grazie ..
io farro una presentazzione al 4 di mattina per scultura allora sarebbe perfetto se le grotte sono a posto con i vostri lavori per 1 settimana . ok?
franko

I STILL LOVE

Solo show, curated by Francesca Alfano Miglietti

PAC Padiglione d'Arte Contemporanea
Via Palestro, 14 - 20121, Milan - Italy

EXTENDED - new dates: 9th October - 28th November 2010
WORLD PREMIER opening night performance, LOVE IN TIMES OF PAIN, 9th October.

date in Ottobre IMPORTANTE..

cari ancora io..

all 4 ed al 5 di Ottobre sarro a macerata per laccoglienza ..
poi faro classe il 19, 20 , 21 di ottobre . questi giorni sono molto importanti.. ci sarra una introduzione al laboratorio e regole ed programma .
grazie , franko b


maggio 2011 si torna a londra

cari per il vostro diario a Maggio 2011 torniamo a Londra a fare 4 giorni di classe .

URGENTE

cari per chi non e' ho ancora parlato .. contattatemi urgentemente . marco. gloria sasso , fabrizio, jaccopo, simone , daniela , sanno gia tutto parlate anche con loro . per la settimana della accoglienza mostra al ex upim. in piu' per le 2 imagini in jpg che ho bisogno urgentamente .. , grazie . franko
un' altra cos sapete della mostra che ho al PAC di milano in ottobre ?

SCULTURA 2010 / 2011

CORSO DI SCULTURA

Del docente Franco Bosisio conosciuto internazionalmente Franko B

www.franko-b.com

www.franko-b-news.blogspot.com

www.franko-class.blogspot.com

Programma di Scultura teorico-pratico.

In vigore da Ottobre 2010/2011

Sviluppo della personale ricerca con partecipazione obbligatoria alle lezioni frontali del professore, con obbligo di frequenza anche ai seminari organizzati dal professore in cui sono invitati accademici ed artisti nazionali ed internazionali

Visione di mostre di artisti Nazionali ed Internazionali.

Obbiettivi:

Gli obbiettivi per il corso di scultura sono quelli di condurre lo studente ad avere requisiti artistici mediante i quali formuli un proprio percorso culturale, ideologico, e intellettuale che pratichi una poetica artistica che possa portarlo ad una libertà personale. Questo corso è una partenza e non un arrivo, che darà allo studente la possibilità di scegliere la propria strada in modo indipendente capace di affrontare singolarmente il mondo dell’arte. Occorrerà stimolare la creatività dello studente mediante supporti video, e incontri con artisti nazionali e internazionali, conducendo lo studente al confronto consapevole con altre tipologie di linguaggi artistici. Solo in questo modo lo studente potrà avere una responsabilità verso il proprio lavoro e il rispetto verso quello dell’altro.

La mia responsabilità sarà quella di guidare questo cammino e far maturare nello studente un modo di pensare essere e lavorare capace di renderlo indipendente e cosciente della propria pratica artistica.

1) Conoscere l’arte contemporanea

2) Comprendere i diversi linguaggi artistici

3) Indipendenza personale

4) Consapevolezza del proprio lavoro

5) Saper esporre e documentare il proprio lavoro.

TRIENNIO:

1 anno –

Disegno con modello e still-life (due volte alla settimana solo dove prescritto dal docente)

Elaborazione progetti.

Studio sulle modalità relative alla discussione e presentazione del proprio lavoro e archiviazione di esso.

Nozioni di allestimento.

2 anno

Disegno con modello e still-life (due volte alla settimana solo dove prescritto dal docente)

Elaborazione progetti.

Studio sulle modalità relative alla discussione e presentazione del proprio lavoro e archiviazione di esso.

Nozioni di allestimento

Obbligatorio partire per l ‘ erasmus quando prescritto dal docente di scultura per un solo semestre ( durata dai 4 ai 5 mesi ) con esame in Italia con il docente di cattedra. *

3 anno

Disegno con modello e still-life (due volte alla settimana solo dove prescritto dal docente

Elaborazione progetti.

Studio sulle modalità relative alla discussione e

presentazione del proprio lavoro e archiviazione di esso.

Nozioni di allestimento

Obbligatorio partire per l ‘ erasmus quando prescritto dal docente di scultura per un solo semestre ( durata dai 4 ai 5 mesi ) con esame in Italia con il docente di cattedra.*

Lezioni di inglese obbligatorie per tutti i 3 anni

Visione di mostre d’artisti Nazionali ed Internazionali.

*uno studente che decida di partire per l’erasmus al secondo anno non è obligato a fare l’ erasmus al terzo anno

BIENNIO SPERIMENTALE:

1 & 2 anno – *

Studio sulle modalità relative alla discussione e

presentazione del proprio lavoro e archiviazione di esso.

Nozioni di allestimento.

Visione di mostre di artisti Nazionali ed Internazionali.

* Work placement / stage ( durata dai 3 ai 6 mesi ) obbligatorio in uno nei due anni del biennio, da discutere con il docente.

Lezioni di inglese obbligatorie per tutti i 2 anni.

Bibliografia consigliata:

On Photography by Susan Sontag (Author)

[Penguin; New Ed edition (27 Sep 1979)]

Regarding the Pain of Others by Susan Sontag (Author)

[Penguin; New Ed edition (26 Aug 2004)]

Franko B: Blinded by Love by Dominic Johnson (Editor)

[Damiani (15 Sep 2007)]

The Medium is the Massage: An Inventory of Effects by Marshall McLuhan (Author), Quentin Fiore (Author)

[Penguin Classics (25 Sep 2008)]

Understanding Media by Marshall McLuhan (Author)

[Routledge; 2 edition (18 May 2001)]

Six Years: The Dematerialization of the Art Object from 1966 to 1972 by LR Lippard (Author)

[University of California Press; annotated edition (7 April 1997)]

The Contingent Object of Contemporary Art

by M Buskirk (Author)

[MIT Press; New edition edition (8 April 2005)]

Sculpture Today by Judith Collins (Author)

[Phaidon Press Ltd (1 Oct 2007)]

Installation Art in the New Millennium: The Empire of the Senses by Nicolas de Oliveira (Author), Nicola Oxley (Author)

[Thames & Hudson; 1st Pbk. Ed edition (27 Sep 2004]

Society of the Spectacle by Guy Debord (Author)

[Rebel Press,London; New edition edition (Jan 1992)]

Inside the White Cube: The Ideology of the Gallery Space by B ODoherty (Author)

[University of California Press; Expanded edition edition (6 Jan 2000)]

Wanderlust: A History of Walking by Rebecca Solnit (Author)

[Verso Books (19 May 2006)]

Joseph Beuys: The Reader by Viola Michely (Author), Claudia Mesch (Author)

[I B Tauris & Co Ltd (30 Jun 2007)]

The Politics of Aesthetics by Jacques Ranciere (Author), Gabriel Rockhill (Introduction, Translator)

[Continuum International Publishing Group Ltd]

Sculpture Since 1945 by Andrew Causey (Author)

[Oxford Paperbacks (30 April 1998)]

Noise Music: A History by Paul Hegarty (Author)

[Continuum International Publishing Group Ltd]

Body Art and Performance: The Body as Language

by Lea Vergine (Author)

[Skira (April 2005)]

Extreme Bodies: The Use and Abuse of the Body in Art

by Francesca Alfano Miglietti (Author) [skira] And Manuale delle passioni

[Skira Editore; illustrated edition edition (29 Sep 2003)]

The Body in Pain: The Making and Unmaking of the World by Elaine Scarry

[Oxford Paperbacks; New edition edition (28 Jan 1988)]

On the Way to Work by Gordon Burn (Author), Damien Hirst (Author)

[Faber and Faber; 1st edition edition (5 Nov 2001)]

Out of now , the life work of Tehching Hsieh by Adrian heathfield

Live Art Development Agency and The MIT Press, 2009,

ISBN 978-0262012553

Bill Viola

DISPERDERSI DISSOLVERSI E RIEMERGERE

La video arte di Bill Viola si nutre di spazi vuoti, immagini ed elementi naturali come il fuoco e l’acqua in stretta comunicazione con l’ uomo.
Quando si assiste ad un ‘ opera di Bill Viola siamo assorbiti in un non- luogo dove appaiono personaggi che vengono benedetti dalla materia in un tempo eterno , quasi immobile, rallentato dove ogni atomo fluttua , dove ogni elettrone è in contatto.
Ogni elemento usato da Viola , come l’acqua ed il fuoco (the Crossing) ha un ruolo purificatore e rigenerante. E’ una divinità fisica.
Ci troviamo di fronte ad immagini che non hanno né tempo né luogo dove l’angoscia la tenebra e la luce fluttuano in uno spazio quantistico, nascono all’interno di esso. L’acqua avvolge i corpi che si muovono nel nulla, il fuoco li purifica, il silenzio li benedice per poi sprofondare nell’assenza,nella perdita, nella dissoluzione degli elementi trasportatori della realtà virtuale di Bill Viola.
Ed è proprio con la realtà Virtuale che Bill Viola interviene trasformandola in un universo percettibile ai sensi, diventa un mondo reale e oggettivo, tattile, è un universo intermedio in cui lo spirituale prende corpo e il corpo diventa spirito in un mondo immaginale che tuttavia è reale e che è composto da idee, immagini, sogni e ricordi che vanno a legarsi allo spazio in cui vive lo spettatore facendo scaturire in lui un desiderio:quello di vivere un immagine, di entrarci dentro, un viaggio interiore psicologico ed emotivo.
Mi piace pensare l’arte di Bill Viola come un “gioco", dove vige un’ unica regola: il Caso. Ogni evento è regolato dal caso, quel caso che ha guidato fin dall’inizio il corso dell’universo, la formazione della materia, ed il suo organizzarsi.
Si parla di un gioco in stretta relazione con la materia che colpisce il corpo, gli atomi che la accolgono per poi dissolversi con essa. Stanze di materia sono presenti nell’opera di Viola, dove l’acqua ed il fuoco insieme al respiro, sono forze ordinatrici che cercano di domare il caso e l’evento.
Si assiste ad un’esplosione primordiale, come un “Big-Bang”, che mette tutto in movimento, tutto in gioco, spingendo la materia in un vortice disordinato che non si può fermare.
E’ LA FORZA DEL CASO antagonista perenne delle forze regolatrici.
Nelle video opere di Bill Viola ci troviamo spesso di fronte ad una metamorfosi continua, un continuo cambiamento:dall’atomo al cristallo dalla molecola al gene, dalla cellula vivente all’essere umano. E’ un gioco governato dalle leggi fisiche.
I dadi e le regole sono i simboli del caso e delle leggi naturali :Vita e Morte.
In questi spazi eterei che Viola ci offre, siamo totalmente rapiti dai suoni emotivi e si entra e si esce dal mondo corporeo, dalla vita e dalla morte. Bisogna solo avere il coraggio di rompere un muro d'acqua, oltrepassarlo, per rendersi conto che la nostra fisicità, come la vita intera, è solo un transito.
Quindi in termini fisici mi piacerebbe paragonarlo ad una sorta di “trasporto subatomico”, dove il viaggio spirituale scorre nei binari della fisica, dove le immagini è come se venissero proiettate dal futuro e intrappolate in questo presente che sembra essere eterno. Una disgregazione atomica che viaggia e che si ricompone in uno spazio anonimo, sconosciuto, un buco nero.
Un lento scorrere della vita e della materia visiva a partire dalle profondità marine fino alle steppe e alle tavole apparecchiate, testimonianza onirica dei deserti veri e simbolici che popolano le nostre anime.
Un altro aspetto chiave di Bill Viola è la funzione “ritualista” delle scene e dell’acqua (spettri), dove i morti infrangono le barriere della materia, come se fossero immersi nel tempo, disperatamente distanti da noi. Bill Viola adopera infatti il video per esplorare il fenomeno della percezione attraverso i sensi come strada per la conoscenza di se stessi, si concentra sulle universali esperienze dell'uomo (la nascita, la morte, i vari processi di presa di coscienza e conoscenza).
Un rituale che ci accompagna con la musica del silenzio, cura le ferite del rumore, della realtà odierna con il suono della materia cancellando il rumore della nascita, del parto, del feto materno e il rumore la quale ossessiona tanto l’uomo, quello delle tombe: Il silenzio eterno.
E quindi il vuoto diventa musica, il silenzio non è più temuto perché la materia sta cantando, e i corpi che Bill Viola ci mostra, danzano, emergono con gli atomi nel suono del silenzio , dove il rumore e le parole non devono più allontanare il nostro intimo spirito.
La realtà di Viola è una realtà virtuale che scaturisce due criteri : il vero e il falso. Un “gioco” che è parte della realtà virtuale, un mondo simulato dove ciò che ci appare gioca con i nostri sensi riproducendo contemporaneamente una realtà non più tangibile. Una realtà sospesa tra il “vero” e “il falso”, del quale possiamo dire a cosa somiglia ma non ciò che è. SIMULAZIONE E DISSIMULAZIONE.
E’ l’arte della memoria immaginale che con il potere delle immagini organizza una sequenza ordinata di ricordi (the Passing).Viola usa una memoria artificiale, dei “frame” di ricordi e dei luoghi che sono i posti più afferrabili della memoria: stanze, nature morte, case , angoli, che spesso Viola sostituisce con il vuoto, con degli universi neri senza né provenienza né tempo. Quindi usa le immagini come simboli di ciò che noi vogliamo ricordare.
La mente non può ripercorrere il ricordo del luogo per far riemergere le immagini. La loro provenienza generata dal ricordo del luogo non esiste. L’arte della memoria vive nel vuoto.
La memoria, il ricordo, che Viola ci mostra nelle videoinstallazioni , ci ingannano : si può ricordare il passato ma anche il futuro;tramite il vuoto, a cui ci troviamo di fronte, non sappiamo più se il tempo sta scorrendo:il passato, il presente e il futuro non sono più niente.
Si ritorna all’inizio , alla legge del caso che regola ogni azione.
E’ il CASO che regola la materia che giocava, che sta giocando, e giocherà nella realtà virtuale, futura, riflessa a quella presente, dove in questi spazi che Bill Viola ci offre, il tempo ci appare come materializzato, concretizzato, e tramite il suo rallentamento, di cui Viola è il regista, la materia diventa un unico flusso di energia che transita da un punto all’altro lasciando dei segni che emergono dall’ “altare del nulla”. Il crocevia dei ricordi, della memoria, della vita e della morte.
Voglio rammentare queste parole di Bill Viola:

avevo sette anni quando ho visto morire una persona giovane, che amavo. Da allora per semplice destino, mi è capitato di trovarmi vicino a chi moriva. Ogni volta l’assenza, la trasformazione del corpo in cadavere, il vuoto, gli oggetti abbandonati, il silenzio, tutto ciò che noi vivi chiamiamo morte, non ha mai smesso quietamente, inutilmente, di ossessionarmi.



Jacopo Pannocchia

VideoScultura

1200 parole su Annette Messager
Annette Messager, nata nel 1943 a Berk (Francia), ha iniziato la propria attività artistica negli anni '70.

Il suo fare arte è una riflessione sul suo essere donna e artista. Da subito prende le distanze da un'idea tradizionale dell'arte a favore di una maggior libertà di espressione. Nel fare questo celebra l'immaginazione creativa tipica delle donne:

"Ho cercato di assumere una mentalità più aperta verso i materiali che mi ha permesso di non considerarli rigidamente e far partecipare attività tipicamente femminili alla mia opera. Era certamente in contrasto con il gusto corrente del tempo che privilegiava un'arte al maschile, la vera pittura, la scultura, eccetera, ma più che di una strategia privilegiata si trattava di una reazione istintiva. Sentivo che opporre questi piccoli dettagli quotidiani della femminilità nell'arte alta era già un'affermazione critica in se stessa."

Per fare arte usa una gran varietà di tecniche e materiali: dalla pittura e scultura agli assemblaggi, foto, libri, film e ricami, con cui crea installazioni di grande potenza. Materiali comuni (reti da pesca, guanti, giocattoli) che, un po' fuori posto e utilizzati in modo diverso dal solito, creano un disagio e danno un nuovo senso agli oggetti.

Combina mezzi convenzionali con il lavoro a maglia, raccolte di proverbi sulle donne e altre attività quotidiane femminili.

Crea dei Journal intime, falsi diari di una giovane donna degli anni settanta in cui, pur nella sua timidezza, ha la possibilità di lasciare intravedere il suo lavoro senza mostrarlo apertamente:"Anche guardando alle sovrapposizioni che faccio oggi, mi ritrovo con questa vecchia idea del nascondere mostrando, dello stimolare la curiosità, di suggerire che forse ciò che sta dietro è più importante di ciò che si vede. Quindi c'è ancora quest'idea del segreto, che poi è un falso segreto perché viene esposto."

Separare le sue molteplici identità (Annette Messager collectionneuse,/ Annette Messager femme pratique,/ Annette Messager truqueuse,/ Annette Messager artiste) le permette di presentare contemporaneamente lavori assai diversi, mostrando come in noi esistano personaggi a volte contradditori:

" Si è sempre divisi, dibattuti fra diverse possibilità, diversi desideri, diverse vite, soprattutto a venticinque anni."

Più tardi negli anni '80 cambia il suo rapporto con lo spazio e con la serie Les Chimères le sue opere si sviluppano, in grande, sui muri. La paura di mostrarsi è passata. A partire da Pénètration (1993-1994), e nei lavori degli ultimi anni c'è un'invasione dello spazio.

Questo anche in Casino (2005), che occupa tre sale, e dove ritornano alcune costanti del suo lavoro: il rapporto interno/esterno e il nascondere le cose ed esporle nello stesso momento.

" Un'artista dice sempre la stessa cosa, ma in modi diversi. Si va più lontano, si regredisce , si fa un salto in avanti. Ci sono momenti più introspettivi. Come il mondo si modifica, il lavoro si evolve e, invecchiando, si diventa più umani. Ho le illusioni di tutti, lo stesso desiderio di amore, l'angoscia per il tempo che passa. Queste paure mi portano verso il gioco, forse come un esorcismo. Sono più giocosa, più infantile e più seria e certamente staccata da un sacco di cose, come la paura di non sedurre, o di non esserci..."

Con la sua capacità di rompere gli stereotipi crea un suo mondo in cui coesistono il bello e il terrificante, un tempo intimo e un tempo universale.

Trovo il suo lavoro importante quanto la storia stessa dell’evoluzione del suo lavoro. Da una fase quasi criptica ed ermetica è arrivata all’esplosione di una serie di emozioni, una consapevolezza per alcuni versi violenta e cruda. In un’intervista di Beppe Sebaste, pubblicata nel 2003 su l’Unità, Annette Messager sottolinea come, attraverso le sue opere voglia trasmettere emozioni, amori e odi, paura di vivere e di morire, quello che, secondo lei, gli altri tendono a nascondere o rimuovere. Da sempre è stata attenta a ciò che succedeva intorno; negli anni ’70 al centro della sua attenzione c’era la vita quotidiana, l’intimità delle donne, oggi il suo lavoro mostra cosa fare coi materiali d’uso, i tessuti, le lane che si indossano sul corpo, i cuscini. E’importante il carattere femminile di questi materiali... un cuscino dall’aria morbida e confortevole d’un tratto può divenire un oggetto conturbante, inquietante (“punte pericolose che sembravano carine e graziose... ”).

Nella stessa intervista parla dell’animalità perduta, cioè di quella parte animale di ognuno di cui spesso ci si dimentica (“piccoli animali di peluche, animali impagliati che ci spiano, ci sorvegliano, e che magari sono altrettanto cattivi degli umani”).

Le interessa richiamare il misto di animalità e umanità, richiamare il corpo, gli odori, tutti quei segni della vita che più si invecchiano più li si vuole nascondere. E’questo quello che fa con la lana e i tessuti, in un’operazione quasi anatomica, di decostruzione. In francese si dice détricoter, disfare la lana e ricomporla, ritesserla. Utilizza lana di vecchi pullover, magari ancora impregnati del calore dei corpi, vecchia lana che conserva le maglie e le curvature, cioè la memoria che non puoi più raddrizzare o modificare radicalmente.

Ama mostrare la memoria dell’uso, la memoria di un lavoro che si perde. Si guardano le sue opere e si sentono gli odori, i rumori ovattati di un tempo, le ruvidità.

Le opere della Messager dicono la povertà, per esempio quella dei profughi, attraverso delle palle fatte di stoffa, come quelle che si usavano anche da noi in tempo di guerra. Racconta alcuni dei materiali e immagini del mondo che magicamente entrano a far parte delle sue opere, che non hanno bisogno di definizioni speciali, né di un posto a parte nella storia dell’arte.

“Gli artisti non hanno la pretesa di cambiare il mondo – dice - ne fanno parte. Sappiamo che moriremo, ma a differenza degli animali sappiamo anche di far parte di una catena di trasmissione umana, che continuerà dopo di noi, e di cui abbiamo responsabilità. C’è una continuità dell’arte nel parlare dei grandi problemi, quelli fondamentali, la vita, l’amore, la morte. E allora parlare di evoluzione, nell’arte, non ha senso, per me non c’è differenza tra arte moderna e arte antica ... ” .

Il suo punto di vista è molto alto rispetto all’orizzonte e mette in luce molte delle problematiche dell’arte stessa.

Vorrei concludere questa chiacchierata su Annette Messager con l'opera Gonflés-Degonflés del 2006.

E’ una stanza ingombrata, ancora una volta, da elementi anatomici, interni ed esterni: mani, piedi, polmoni, sessi maschili, reni, etc. confenzionati con la stoffa dei paracaduti e animati da una respirazione costante, fluida, riposante.

La dimensione aerea delle ultime opere di Annette Messager lascia emergere l'aspetto più genuinamente utopico della sua poetica corporale. Del tutto scomparso il grottesco, l'impressione è quella di un paesaggio naturale, sottomarino, di una vita autonoma, immanente, quieta, vicina a quella di certe immagini di Yves Tanguy o di Miro.

Dall'intime alle interiora, il percorso artistico di Messager declina il segreto e il mistero come idee fondamentali della vita, non solo umana. Attraverso il corpo, il biologico, l'organico, la natura torna a essere la fonte prima dell'immaginario.



“L’artista diventa specchio e desiderio degli altri, diventa gli altri, non ha più esistenza propria, ma solo lo sguardo altrui. Non si può creare che scomparendo. Non si può ritoccare il proprio quadro. Se c’è Dio, Egli è scomparso nella creazione. E se Dio è assente, tocca agli uomini di fare...”
Christian Boltanski